Relazione attività
economiche
La Provincia di Siracusa è situata
nell’angolo più meridionale d’italia in
quella regione geografica amministrativa
che nel periodo arabo era chiamata val
di Noto, ricca di storia e di monumenti,
esprime tutta la varieta’ e la
complessita’ culturale della Sicilia
dalla preistoria ai giorni nostri. Da
oltre mezzo secolo si è trasformata da
area prevalentemente agricola in area
industriale con una concentrazione di
attività economiche lungo le coste .1
complessi chimici e petrolchimici
lavorano essenzialmente materiale
greggio d’importazione ma i tassi di
crescita non sono piu’ elevati come
quelli di una volta e le innovazioni
tecnologiche rendono gli impianti sempre
piu’ automatizzati e quindi meno
bisognosi di forza lavoro. Sarebbe,
quindi, auspicabile una programmazione
integrata che non tenga conto delle mode
industriali del momento come quella
fatta in passato. Allora si credeva che
il petroichimico potesse da solo reggere
in eterno l’economia aretusea; oggi si
sente qualcuno dire che la provincia di
Siracusa potrebbe vivere di solo
turismo. Per non cadare negli stessi
errori non si deve considerare un solo
pilastro; se il turismo potra’
sicuramente essere uno di quelli
portanti, tuttavia necessita di essere
supportato da altri e nuovi settori
(piccole e medie imprese sul modello
ragusano, settori di formazione e
cultura, sviluppo di imprese hi-tech sul
modello catanese), inoltre l’assenza di
una coordinata rete di distribuzione
interna e la lontananza dai mercati di
acquisto del nord penalizza
ulteriormente le azienda siciliane e le
attività manifatturiere sono frantumate
in miriadi di imprese che in larga
misura producono per il mercato locale
(o1eifici,pastifici meccaniche e
tessili). Inoltre la crisi mondiale del
petrolio e i problemi legati alla
salvaguardia dell’ambiente rendono
necessario la ricerca di fonti
alternative di Energia e la
riconversione degli impianti industriali
nell’ambito di progetti che prevedano
una riqualificazione della manodopera
con proficuo reinserimento dei
lavoratori nelle attività economiche
convertite.
La progettazione dello sviluppo
economico deve avvenire valorizzando i
fattori locali di sviluppo tenendo conto
delle vocazioni del territorio nei
settori del recupero del patrimonio
edilizio e valorizzazione dei beni
culturali e ambientali, il turismo, le
imprese artigiane, le imprese di
trasformazione agroalimentare, nel
settore dei servizi sociali per
l’infanzia. Infatti le strutture
pubbliche che offrono tali servizi sono
sempre meno e non sufficienti a coprire
l’intera domanda che per altro è in
continuo aumento perché l’impegno
lavorativo delle donne è notevolmente
aumentato. E’ necessario però la
disponibilità di operatori qualificati,
di ambienti piacevoli e attrezzati,
convezioni con strutture pubbliche e la
previsione di progetti ad hoc anche per
bambini portatori di handicap.
Anche l’attività agricola è
fiorente, alla ricca piana del nord
coltivata ad agrumi fa riscontro l’area
orientale e meridionale dove si pratica
la cultura del pomodoro ciliegino. Sotto
l’aspetto occupazionale l’agricoltura
siracusana ha un peso maggiore rispetto
a quella nazionale e leggermente
inferiore rispetto alla media regionale.
Emergono nuove produzioni di alta
qualita’, soprattutto, nel settore
dell’agricoltura biologica e in quello
vitivinicolo.
Ma non si e’ in condizioni che
possono fare trend e determinare una
incisiva inversione di tendenza per un
consolidamento aziendale e
occupazionale.Pesano soprattutto,
frenando questa capacita’ di trend le
citate carenze infrastrutturali, il
costo dell’energia, il costo del lavoro,
con particolare riguardo alla incidenza
degli oneri previdenziali nel settore,
la frammentazione dell’offerta di
prodotti sui mercati internazionali.
In trasformazione, ma in crescita,
e’ il settore creditizio. La crescita e’
peraltro determinata da fenomeni di
concentrazione di gruppi bancari e
finanziari e di apertura di nuovi
sportelli da parte di gruppi del Nord.
Tale fenomeno non e’ ben visto dagli
operatori economici locali, i quali
temono un rastrellamento di risorse
finanziarie dal territorio ed il loro
impiego altrove.
Ma Siracusa ha una struttura
prevalentemente terziaria. Il Turismo è
una grande risorsa. Le organizzazioni
imprenditoriali e commerciali,infatti,
si sono rese protagoniste di un progetto
di diversificazioni produttiva che,
muovendo dal caposaldo del
consolidamento e aggiornamento del polo
petrolchimico, si pone l’obiettivo di un
rilancio del turismo attraverso
l’incremento delle strutture ricettive,
l’accellerazione dei processi di
miglioramento delle condizioni
infrastrutturali, la valorizzazione dei
beni culturali, che in questo territorio
registrano una presenza tra le piu’
significative d’italia, se non del mondo
intero. Tutta la provincia offre ai
visitatori itinerari turistici
affascinanti per la singolarità del
paesaggio urbano, per le varie bellezze
del patrimonio culturale, e
testimonianza di tante civiltà:greco
ellenica, paleocristiana, bizantina,
sveva, ispano catalana, barocca.
Sull’ondata del turismo marittimo e di
quello culturale legato alla tradizione
dei grandi viaggi fonte di arricchimento
e conoscenza di luoghi d’arte, culture
ed esperienze diverse, che sono sorte
negli ultimi decenni numerose strutture
alberghiere sottoforma di agriturismo.
Una di queste e’ quella del Bed &
Breakfast,diffusa nei paesi del nord, e’
intrapresa da coloro che, avendo a
disposizione delle camere nella propria
casa, offrono ospitalita’ a pagamento ai
turisti. Questa forma di ricettivita’,
facile da organizzare e con
un’accoglienza familiare particolarmente
attenta all ospite, rappresenta una
risposta nuova, legata soprattutto a
mete naturalistiche,citta’ d’arte
minori, appuntamenti culturali ed
eno-gastronomici. Proprio per queste
peculiarità, questa tipologia di
struttura ha trovato il giusto humus
nella realta’ aretusea. Queste
strutture,inoltre, hanno contribuito
allo sviluppo di una serie di attività
economiche facenti parte dell’indotto
turistico quali la ristorazione fissa o
mobile che sfruttando la tradizione
culinaria è in grado di fornire prodotti
di buona qualità, pub, discoteche,
negozi artigianali, ristoranti etnici
dove si gustano piatti tipici
provenienti da tutto il mondo,
costituendo un tassello fondamentale a
completamento del mosaico dell’ offerta
turistica.
E’ necessario conciliare la volontà
di soddisfare la domanda di fruizione
turistica con l’esigenza di preservare e
tramandare alle generazioni future un
patrimonio integro, mantenendone intatta
la capacita’ di attrazione.
Questa strategia può acquistare una
triplice valenza:
- strumento per programmare Io
sviluppo sostenibile per le aree
minori;
- supporto operativo per
riposizionare i territori a turismo
maturo;
- elemento trainante per le aree
ad alta potenzialita’ ma a mancato
decollo.
In tal modo si dara’ vita ad un nucleo
di sviluppo di economie aggregate che si
traducono in un vincolo di
interdipendenza capace di determinare lo
sviluppo omogeneo dell’area turistica,
stimolando le aziende disaggregate a
ridisegnare una fitta rete di rapporti
reciproci.
La sempre maggiore attenzione
dedicata alla cura del proprio corpo
secondo le antiche tradizioni del popolo
greco, ha determinato un vero e proprio
boom di attività sportive, rimedio allo
stress provocato dai ritmi vertiginosi
della rootine quotidiana.
Per questo tipo di attività risulta
conveniente il ricorso alla istituzione
di associazioni in virtù del regime
fiscale di favore previsto dalle leggi
speciali.
In conclusione, l’economia
siracusana, dopo un cinquantennio di
industrializzazione’ importata’
attraverso l’insediamento di grandi
gruppi del Nord Italia e dell’estero, fa
ora registrare fermenti di nuovo
sviluppo autonomo, localmente progettato
e costruito, nonche’ diversificato nei
vari settori.